MAILMASTER __Subject: On 2014-01-27, at 5:11 PM, Pereira, Tania wrote: dreamstime aged classroom smiling together man two middle teaching teenage indoors forties pupils horizontal 40s school student caucasian sittingcolour lesson desk helping teen class education tutor image people working teach teenager studying book american african teacherbooks girl reading read tutoring high colour table dreamstime_xl_6082203.jpg

Quelli di oggi sono ragazzi svegli, vivono di interazioni online e conoscono le storie che arrivano dalla tv e da internet. Sono, in una parola, tutti piuttosto “scafati”: sanno – o dovrebbero sapere – che un insegnante risponde a esigenze di budget scolastico, che deve riportare i risultati del proprio lavoro a un dirigente… Insomma, le sue decisioni non sono solo sue, e non nascono da capricci personali.

Quindi no, i docenti non sono dispettosi per natura, né ce l’hanno con un certo studente in particolare, e solo con quello. Se sembra che sia così, è solo perché i diretti interessati non reagiscono adeguatamente agli stimoli del proprio docente, anche quando hanno l’aspetto di provocazioni. Se si è svegli abbastanza da saper usare uno smartphone o un computer, lo si è anche per studiare la lezione e accontentare gli insegnanti. O no?

Allo stesso modo, i genitori che conoscono i propri figli e li sanno capaci di raccontare le cose che li riguardano esagerando un po’ a proprio favore dovrebbero soppesare bene le parole dei pargoli prima di partire lancia in resta alla loro difesa: sono pieni i quotidiani di papà inferociti che si sono scagliati su professori e maestre “rei” di essere stati troppo severi, di aver assegnato troppi compiti, o fatto osservazioni “inaccettabili”. Al di là del fatto che un’aggressione è un reato penalmente perseguibile, i fatti erano stati ampiamente rivisti dai ragazzini in questione.

La morale è sempre quella, allora: lasciare che gli insegnanti facciano il loro mestiere, e rispettarne titolo di studio e autorità, è fondamentale. Se si vuole partecipare attivamente – e si dovrebbe sempre farlo – alla vita scolastica dei ragazzi, lo si farà seguendo le vie tradizionali, quindi facendosi conoscere dagli insegnanti in sede di colloquio, magari anche candidandosi come rappresentante dei genitori, ma comunque e sempre essendo propositivi e mai violenti, nemmeno verbalmente. Questo vale anche per i più giovani: non sono solo i genitori a doversi contenere, e questa è sempre un’utile maniera di interagire con una persona più grande, che servirà anche più avanti nella vita.