School teachers groupIl periodo della vita che gli alunni trascorrono in un’aula scolastica è lunghissimo, non c’è dubbio. In questo intervallo il carattere individuale si forma in maniera spesso definitiva, assorbendo quanto si ha attorno in quanto a figure di riferimento. L’insegnante, in quest’ottica, può e deve fare la sua parte, specie quando si interfaccia con adolescenti, che mettono in discussione le figure adulte che hanno in casa.

Lungi dal volersi sostituire ai genitori e alla famiglia di origine, questi può rappresentare una fondamentale figura che media i conflitti fra quella e gli studenti, e fra gli alunni stessi.

Importantissimo è non sottrarsi al confronto, perché in realtà questo è una costante del carattere in via di costruzione dei ragazzi e delle ragazze che si hanno fra i banchi: staccandosi via via dall’età infantile, questi mettono in discussione tutti gli atteggiamenti che vedono praticati dagli adulti. Li soppesano inconsciamente, li giudicano, cercano di capirli e interpretarli – a volte in maniera durissima, con violenza verbale o anche fisica.

Torna utile in questi casi un’illuminante vignetta del New Yorker, ormai vecchia di qualche anno, che riportava pressappoco questo non sequitur tra una mamma e una figlia: “No, so cosa vuol dire avere 14 anni. Sei tu che non sai ancora cosa significhi averne 39”. Con ironia e un approccio decisamente poco ortodosso, serve più di tanti libri di testo: dice a genitori e insegnanti insieme che l’empatia insieme al ricordo di cosa si è provato da adolescenti può essere uno strumento affilato che risolve i dubbi e le battaglie interiori che i giovani affrontano in questa fase della loro vita.

La parola chiave è allora immedesimarsi: predisporsi a capire e accogliere chi si ha di fronte, cercando un dialogo, offrendo magari anche delle scuse per aprire un canale di comunicazione (un classico esempio è “Ti ho visto stanco/a, hai problemi a dormire?” buttato lì a fine lezione, in separata sede rispetto agli altri alunni). Questa è una maniera di entrare in contatto oltre il valore delle proprie spiegazioni e lezioni: gli allievi apprezzeranno sempre, e i professori ne risulteranno arricchiti, umanamente e professionalmente.